Seleziona una pagina

Si sente spesso parlare di depressione, si utilizza a volte anche come aggettivo nel descrivere il proprio stato d’animo: “oggi mi sento depresso, sono giù, me ne vado in depressione, secondo me è depresso” E così via..

Sappiamo davvero cosa è la depressione?

Al giorno d’oggi è diventato uso comune utilizzare tale termine anche per riferirci ad uno stato d’animo contraddistinto da tristezza. La depressione è altro.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, nell’anno 2020 la depressione è stata la seconda causa di disabilità, dopo quelle cardiovascolari, in tutto il mondo, Italia compresa.

 

DI COSA SI TRATTA

 

Al giorno d’oggi è diventato uso comune utilizzare tale termine anche per riferirci ad uno stato d’animo contraddistinto da tristezza. La depressione è altro.

Sapete che esistono diversi tipi di depressione tra cui la depressione mascherata?

Ma andiamo con ordine…

La depressione riguarda il tono dell’umore che solitamente è flessibile in base agli eventi ed ai momenti che si vivono. Nel caso della depressione, il tono, perde flessibilità e si staglia verso il basso ed è difficile che venga influenzato da eventi o situazioni esterne positive, favorevoli, piacevoli.

La depressione ha inevitabili ripercussioni sui pensieri, sulle azioni e sui comportamenti della persona interessata: la qualità del sonno muta, gli stati vegetativi, le sensazioni di fame e sazietà anche. La percezione della realtà è come se fosse filtrata da una lente grigia spenta monotona.

Anche a livello chimico e cerebrale ci sono dei cambiamenti ed è per questo che spesso si interviene sulla depressione con i farmaci che servono ad esempio a modulare o stabilizzare il tono dell’umore. Occorre però sapere che tali farmaci riescono a spegnere i sintomi, i segnali della depressione, ma non la causa. Sarebbe opportuno infatti intervenire oltre che con i farmaci, quando necessari, con un percorso di psicoterapia.

Purtroppo spesso, causa una scarsa informazione, si ricorre solo all’assunzione di farmaci e tale rimedio, oltre a non essere efficace, ha delle conseguenze negative per la persona.

Inoltre, occorre leggere i segni della depressione come segnali di un disagio della persona, disagio che merita ascolto, attenzione e cura intesa come prendersi cura.

DEPRESSIONE MASCHERATA

Esistono diverse manifestazioni del disturbo: dal disturbo depressivo maggiore, alla distimia, dal disturbo bipolare alla depressione post-partum a quella mascherata.

Quest’ultima si manifesta a livello somatico attraverso sintomi fisici come:

  • Cefalea
  • Vertigini
  • Palpitazioni
  • Sudorazione
  • Insonnia
  • Perdita di energia
  • Dolori muscolari
  • Affaticabilità
  • Pesantezza alle gambe e alla schiena
  • Sintomi gastroenterici
  • Problemi sessuali/genitali

In questo caso il “dolore” fisico assume un importante valore di segnale di un disagio  e dolore psichico, non organico. È importante pertanto avvalersi di un professionista che sappia diagnosticare tale disturbo che ad una prima analisi porterebbe a pensare che ci sia una problematica organica. Va considerato poi che spesso, non solo in questo caso, si dovrebbe avere una impostazione per la lettura dei sintomi che prenda in considerazione la mente d il corpo come un unicum.

Per diagnosticare queste patologie il professionista-psichiatra, psicologo o psicoterapeuta- andrà ad analizzare l’intensità, la frequenza e la durata di alcuni sintomi che condurranno alla diagnosi effettiva. Successivamente sarà possibile intraprendere un percorso di psicoterapia per affrontare e risolvere il disagio. Nelle prime fasi potrebbe rendersi necessaria la collaborazione con lo psichiatra con la prescrizione di farmaci che tendono a stabilizzare l’umore.

LA DIAGNOSI

Per diagnosticare questa patologia il professionista – psichiatra, psicologo o psicoterapeuta – andrà ad analizzare l’intensità, la frequenza e la durata di alcuni sintomi che condurranno alla diagnosi effettiva. Successivamente sarà possibile intraprendere un percorso di psicoterapia per affrontare e risolvere il disagio. Nelle prime fasi potrebbe rendersi necessaria la collaborazione con lo psichiatra con la prescrizione di una terapia farmacologica che tende a stabilizzare l’umore e rendere più efficace l’intervento dello psicoterapeuta.

Dott.ssa Silvia Pasquali

Specializzata dal 2012 in Psicoterapia Strategico-Integrata SCUPSIS (scuola riconosciuta ai sensi del D.M. 509 del ’98 dal MIUR) e in Sessuologia Clinica presso l’istituto di sessuologia Clinica a Roma. Sono regolarmente iscritta all’Albo degli Psicologi del Lazio dal 2007.